Operazione “Gramigna”: chiesti 48 rinvii a giudizio per i nuovi padrini

La Procura ha chiesto 48 rinvii a giudizio nell’ambito dell’operazione “Gramigna” scattata nel luglio scorso e che portò all’arresto di boss emergenti e fiancheggiatori della mafia messinese.

I sostituti della Dda Angelo Cavallo e della Procura ordinaria Fabrizio Monaco hanno chiesto 48 rinvii a giudizio nell’ambito dell’operazione “Gramigna” per reati che vanno dal traffico di droga ad usura, truffe e corse clandestine di cavalli. L’operazione “Gramigna” era scattata all’alba del 22 luglio scorso con due distinti tronconi condotti da Carabinieri e Polizia. Nel mirino delle forze dell’ordine i boss emergenti della mafia messinese che nel tempo hanno rimpiazzato i padrini storici,molti rinchiusi in carcere al 41 bis. Mesi e mesi di intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno consentito agli investigatori di far luce sulle nuove leve della criminalità cittadina.

Nel calderone degli indagati ci sono vecchi e nuovi boss dei quartieri di Giostra, Santa Lucia sopra Contesse e Camaro. Fra le persone raggiunte da avviso di conclusione indagini c’è il medico veterinario dell’inchiesta “Piste di sabbia” sulle corse clandestine di cavalli. Inoltre, dalle indagini dell’operazione Gramigna è emerso che la criminalità messinese acquistava la droga nel napoletano. C’è poi il filone curato dalla Squadra Mobile e che riguarda un giro di usura, tra il 20 ed il 30% mensile. (tratto da tempostretto.it)

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